Inaugurazione del convegno "la sceneggiatura all’italiana: Fellini, Pinelli egli altri"

05/11/2009

Venerdì 6 novembre alle ore 15 si apre il convegno organizzato dalla Fondazione Fellini di Rimini dal titolo La sceneggiatura all’italiana: Fellini, Pinelli e gli altri, ideato da Tullio Kezich pochi mesi prima di morire.

La prima giornata di lavori sarà inaugurata dal saluto di Francesca Fabbri Fellini, nipote del Maestro, e introdotta dal videointervento di Tullio Kezich, biografo ufficiale e amico personale di Fellini. A moderare la due giorni felliniana sarà il giornalista Mario Sesti.

Lo storico del cinema Gianni Rondolino aprirà i lavori parlando non tanto di Fellini sceneggiatore di Rossellini in generale, quanto soprattutto di Fellini autore di Il miracolo, e in rapporto al suo contributo “spirituale” in Paisà (nell’episodio dei frati) e in Francesco giullare di Dio. In altre parole tratterà dell’elemento “spiritualistico” e in certo senso fantastico nell’opera di Rossellini grazie al contributo essenziale del Fellini soggettista e sceneggiatore.
Proseguirà Stefano Stoja con una proposta d”indagine “microscopica” sui contributi di Ennio Flaiano ai film di Fellini, da rintracciare tra gli appunti dello scrittore. Il contributo vuole modestamente instradarsi in una “filologia della sceneggiatura”, che provi a dire qualcosa di nuovo allo storico del cinema, così come al cinefilo o allo studente di cinematografia. Esso si propone di poter contribuire ad insegnare a guardare un film in un certo modo, in quanto il dove guardare lo indica la forma stessa che il film prende una volta consegnato alla pellicola.

Luciano De Giusti porterà alla luce i suggerimenti poetici di Andrea Zanzotto per le sceneggiature di Federico Fellini. La pratica della sceneggiatura si è spesso giovata e nutrita di apporti collaterali forniti agli autori sotto forma di consulenze o suggerimenti. Il poeta veneto Andrea Zanzotto, una delle voci più rilevanti della poesia italiana ed europea del ’900, è stato chiamato a collaborare alle sceneggiature di Federico Fellini, la prima volta in occasione del Casanova (1976), per il quale scrisse il “Recitativo veneziano” e la “Cantilena londinese”. Ne scaturì un’amicizia intensa che fruttò un’altra collaborazione all’epoca de E la nave va (1983) per il quale Zanzotto scrisse i testi dei cori. Ma, aldilà di questi due momenti di collaborazione, ufficialmente riconosciuti dai credits dei due film, ci furono altre occasioni in cui il poeta ebbe modo di offrire all’amico regista il suo apporto in forma di suggerimenti che ne arricchirono le sceneggiature. La collaborazione propiziò in Zanzotto anche la scrittura di alcuni testi di analisi di film felliniani, come ad esempio: Ipotesi intorno alla Città delle donne, assai pregnanti e penetranti. Il professore Fabio Andreazza chiuderà la sessione pomeridiana analizzando il contributo di Fellini sceneggiatore nei film dei primi anni Quaranta in cui recitava Aldo Fabrizi, in particolare in L’ultima carrozzella.

Al termine dei lavori l’appuntamento sarà in via Nigra, 26 alle ore 18.30 in occasione dell’inaugurazione ufficiale della Casa-Museo Fellini, in via Nigra 26, nuova sede della Fondazione all’interno della quale si potranno ammirare disegni, locandine, costumi e oggetti di provenienza diretta dai capolavori di Fellini.
A partire da domenica 8 novembre ’09 la Casa-Museo Fellini sarà aperta nei seguenti orari: martedì-venerdì 17-20 sabato-domenica 10-12/16-19.

A seguire alle ore 21.00 (ingresso ad invito) presso il Teatro Novelli, in via Cappellini 3, si terrà il balletto dedicato al Maestro messo in scena da Artemis Danza dal titolo I Bislacchi, ispirato a Il lungo viaggio, il film d’animazione sceneggiato da Tonino Guerra e diretto dal regista russo Andrei Khrzhanovskij sulla base dei disegni di Fellini, per un intreccio multimediale tra le arti.

La seconda giornata di studi dedicata alla sceneggiatura all’italiana si articolerà in due momenti distinti, la mattina con inizio alle ore 9 e al pomeriggio alle ore 15.

Aprirà il consesso mattutino il critico Valerio Caprara prendendo spunto dal particolare feeling di coppia tramandato dal duo Fellini-Pinelli, effettuerà una concisa ricognizione di alcuni tra i principali sodalizi (Age-Scarpelli, Vincenzoni-Donati, Benvenuti-De Bernardi ecc.) che hanno garantito la tenuta del cinema italiano in anni cruciali o difficili. Da un lato cercando di rievocare quella particolare “chimica” che ha prodotto inossidabili sinergie professionali, dall’altro di riconoscere le tracce dei saperi, i valori, i caratteri, gli amori e le idiosincrasie che si sono così efficacemente amalgamati nell’integrità narrativa di tante pellicole famose.
Lo storico Ernesto G. Laura indagherà il rapporto tra Fellini e Pinelli, il primo regista estroverso, comunicatore, il secondo drammaturgo riservato. A differenza degli altri importanti sceneggiatori che collaborano con Fellini nella seconda parte della sua carriera, il sodalizio fra Pinelli e il regista precede l’esordio nella regia di Fellini e ne accompagna la carriera, con un intervallo però lungo, sino all’ultima opera. Risale infatti agli immediati anni del secondo dopoguerra quando i due scrivono insieme sceneggiature per vari registi, fra i quali Lattuada, Pietrangeli e Germi fino a che cominciano ad essere apprezzati come un "team" inscindibile. Uniti da una comune curiosità non superficiale verso ogni tipo di persona e di ambiente, Pinelli dà al regista sicurezza - che gli viene dalla propria opera di autore di teatro - nella costruzione drammaturgica e scrive i dialoghi, Fellini ne forza la naturale riservatezza portandolo a uno sguardo sul mondo più mosso e spregiudicato. Non mancano le differenze nei due temperamenti: più aperto alle sfrenate scorribande nell’immaginario è Fellini, più attento all’intimità anche dolorosa dei personaggi è Pinelli (sua la creazione di Steiner ne La dolce vita). Gian Franco Gianotti argomenterà su Petronio e gli altri in “Fellini-Satyricon”. Una difficile fedeltà: l’autore, filologo classico, cerca di precisare il punto di equilibrio e l’alto tasso di integrazione narrativa tra quanto la sceneggiatura di Fellini e B. Zapponi ha tratto “fedelmente” dal testo di Petronio e quanto invece è frutto di intenzionali deroghe dell’ordine interno del Satyricon superstite o di manifeste interpolazioni da universi culturali non sempre contigui al testo e al mondo antico.
Chiuderà la discussione mattutina Maurizio Giammusso, giornalista e critico teatrale, già curatore per Raitre nel 1986 di una lunga stagione di commedie pirandelliane, con un lucido intervento in cui affronterà una sorta di racconto sul legame fra Fellini e Rossellini, due registi, diversissimi come uomini, come artisti, come cineasti.

Alle ore 12.30, presso la Cineteca Comunale, è in programma la conferenza stampa del Premio Fellini 2009 Sidney Lumet.

Il pomeriggio di sabato si aprirà alle 15 con Gian Piero Brunetta che prenderà in esame la sceneggiatura di Moraldo va in città che pur non divenuta mai film racconta per la prima volta una storia che ha Fellini stesso come protagonista e traduce e fissa alcune situazione, alcuni personaggi destinati ad abitare e animare il mondo immaginario del regista in tutta la sua opera successiva.
A seguire Vincenzo Cerami interverrà sul fascinoso mondo de la “Bottega di scrittura”. Parlerà della sceneggiatura in senso ampio, in quanto Cinema scritto, descrizioni di immagini.
Il Maestro Tonino Guerra chiuderà il consesso improvvisando com’è nelle sue corde un intervento che tende ad analizzare il suo rapporto col Maestro Fellini allorquando insieme si apprestavano a scrivere una sceneggiatura e senz’altro Guerra preciserà qual è per lui il ruolo di uno sceneggiatore, nel suo caso un professionista a disposizione del regista al quale offrire molte idee tra cui il regista sceglie. «E il merito di un film, come ama ripetere, è sempre del regista.»

Alle ore 18, il regista Pupi Avati, Presidente della Fondazione riminese, consegnerà il Premio Fondazione Fellini 2009 a Sidney Lumet.

A seguire una proiezione di 7 minuti de La Viassa di Federico relativa all’installazione a cielo aperto progettata da Antonello Gèleng e dal figlio Milo a Torre Canavese, località vicina a Torino.

Sabato 7 novembre ore 21.00 presso il Cinema Corso (ingresso gratuito), prosegue la Rassegna: “Omaggio a Sidney Lumet”, con la proiezione della sua recente opera da regista, dal successo planetario, Onora il padre e la madre.