Inaugurazione della mostra “la Dolce vita raccontata dalla Fondazione Fellini”

24/06/2010

In alcune delle stanze più suggestive di Castel Sismondo è stata allestita una mostra dedicata al capolavoro di Fellini che quest’anno compie mezzo secolo (la prima uscita nelle sale risale al 3 febbraio del 1960) e all’effetto dirompente che suscitò in Italia e nel mondo.
L’esposizione, dal titolo La dolce vita raccontata dalla Fondazione Fellini, realizzata grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini, viene inaugurata giovedì 24 giugno, alle ore 18,00 e rimane aperta al pubblico tutti i giorni, fino al 25 luglio, dalle ore 18 alle ore 24, con ingresso gratuito.
Attraverso un particolare allestimento fotografico, verranno evidenziati i risvolti più profondi dell’opera che segnò una svolta nella storia del cinema e del costume. Fellini intuì le tensioni, le contraddizioni, le suggestioni, i sogni di un’epoca che stava delineandosi e ne anticipò le peculiarità in un affresco pungente.
Al centro della mostra una selezione di circa 50 fotografie in grande formato scattate da Pierluigi (Praturlon) sul set del film e stampate da lui stesso all’epoca. La collezione proviene dall’Associazione Culturale Cinemazero di Pordenone.
Altrettanto significativa è la sezione dedicata al volume La dolce vita raccontato dagli Archivi Rizzoli, che Giuseppe Ricci e Domenico Monetti hanno curato ordinando i ritagli stampa raccolti dalla Cineriz all’epoca della lavorazione e dell’uscita del film. Il volume, edito dalla Fondazione Fellini assieme al Centro Sperimentale di Cinematografia, continua un’analoga operazione compiuta con i precedenti, dedicati a Giulietta degli spiriti e 8½.
Completano la mostra alcuni preziosi materiali conservati nell’Archivio della Fondazione, come un paio di stesure della sceneggiatura utilizzate sul set del film, spartiti, partiture e dischi, a testimonianza del lavoro fatto da Nino Rota per le musiche, disegni e locandine. A corredo di tutto un video realizzato per l’occasione dalla Fondazione, con interviste, sequenze del film, foto, e altri documenti d’epoca, e gigantografie fotografiche che richiamano la via Veneto e le presenze femminili del film.